Il petrolio verso la terza settimana di rialzo in vista di nuovi dazi da parte di Trump

Il prezzo del petrolio si avvia a chiudere la terza settimana consecutiva in rialzo, mentre i mercati si preparano a un nuovo pacchetto di dazi da parte dell’amministrazione Trump, previsto per l’inizio della prossima settimana.

Il Brent si mantiene vicino ai 74 dollari al barile, dopo aver chiuso giovedì con un lieve aumento dello 0,3%. Il West Texas Intermediate, invece, resta sotto la soglia dei 70 dollari. I nuovi dazi, che includono misure di reciprocità e una tassa specifica sugli acquirenti di greggio proveniente dal Venezuela, entreranno in vigore il 2 aprile. Si tratta dell’ultima fase in una lunga serie di tariffe statunitensi che hanno già scosso i mercati finanziari globali.

I prezzi del petrolio sono in crescita sin dai primi di marzo, sostenuti dalle preoccupazioni degli investitori per le interruzioni nelle forniture causate dalle sanzioni e dai dazi imposti dal presidente Donald Trump. Gli operatori hanno iniziato ad acquistare opzioni rialziste per proteggersi da eventuali picchi improvvisi dei prezzi. Nel frattempo, il Venezuela ha aumentato in modo significativo le esportazioni di greggio verso la Cina, portandole ai massimi livelli degli ultimi due anni.

Tuttavia, le prospettive di un aumento dell’offerta e una domanda meno dinamica hanno parzialmente attenuato i timori legati alla riduzione dei flussi di petrolio. I principali attori del trading internazionale si mostrano infatti prudenti sull’andamento dei prezzi per il resto del 2025. A complicare ulteriormente lo scenario, il prossimo mese l’OPEC+ inizierà a riattivare gradualmente la produzione precedentemente sospesa, dando il via a una serie di aumenti programmati.

“Dal punto di vista dei fondamentali, il mercato rimane debole,” ha dichiarato Kim Kwangrae, analista delle materie prime presso Samsung Futures Inc. “Le recenti spinte al rialzo sono state in gran parte sostenute dalle sanzioni e dai dazi statunitensi, mentre le tensioni geopolitiche hanno contribuito a incrementare l’incertezza generale,” ha aggiunto.

La combinazione di misure protezionistiche da parte degli Stati Uniti, instabilità politica in alcuni paesi produttori e strategie di difesa da parte degli investitori sta quindi ridefinendo le dinamiche del mercato petrolifero. Gli operatori si trovano ora a navigare in un contesto particolarmente complesso, in cui ogni nuova mossa geopolitica può avere ripercussioni immediate sui prezzi e sulle strategie di approvvigionamento a livello globale.

Con l’entrata in vigore dei nuovi dazi prevista a breve, i mercati restano in attesa di ulteriori segnali da Washington e dai principali produttori, nella consapevolezza che le prossime settimane potrebbero essere decisive per l’andamento del settore energetico.